ANSIA E ATTACCHI DI PANICO

By: | Tags: | Commenti: 0 | Dicembre 7th, 2018

Quanti di voi non hanno mai esclamato: “oggi mi sta salendo l’ansia!” …

Ma cosa intendiamo esattamente quando pronunciamo frasi di questo genere?

Il termine “ansia” implica in realtà un’emozione complessa, costituita da risposte soggettive (sensazione di disagio/apprensione in relazione alla percezione di un pericolo imminente e, come tali, variabili da un individuo all’altro per intensità e frequenza.), da attivazione cognitiva (preoccupazione, aspettative negative, ipervigilanza, …) ed attivazione fisiologica (tensione muscolare, iperventilazione, palpitazione o tachicardia, sudorazione, …).

L’ansia di per sé non è un elemento negativo, ma un piccolo campanello d’allarme che sposta la nostra attenzione su un evento che può accadere dentro o fuori di noi.

Non sarebbe infatti utile e funzionale per noi abolirla del tutto dalla nostra vita, in quanto nasce come funzione adattiva per la sopravvvienza degli esseri umani al fine di riconoscere prontamente le minacce, mobilitando al contempo risorse di coping per fronteggiare adeguatamente la situazione.

Il problema nasce dunque quando subentra la percezione che l’ansia stia per prendere il sopravvento e non si riesca a controllarla.

Quando l’ansia sale vertiginosamente, si può incorrere negli attacchi di ansia e negli attacchi di panico, che costituiscono una sorta di corto circuito all’interno del nostro corpo.

Si tratta più precisamente di due condizione psicologiche diverse per intensità e durata.

Il primo consiste in un circoscritto momento di paura o disagio, a carattere improvviso, spesso associati a una sensazione di catastrofe imminente e pericolo mortale. Si possono manifestare alcuni  sintomi tipici (raggiungono il picco in circa 10 min.):

  • Palpitazioni o tachicardia
  • Sudorazione
  • Tremori, sensazioni di torpore o formicolio e brividi o vampate di calore
  • Senso di soffocamento
  • Dolori al petto, nausea o disturbi addominali
  • Sensazione di svenimento, sensazione di irrealtà (non sapere dove si è o cosa si stava facendo), depersonalizzazione (sentirsi staccati da se stessi)
  • Paura di impazzire o di morire

Nelle crisi d’ansia, invece, i sintomi  somatici e cognitivi sono simili a quelli dell’attacco di panico, ma più lievi. In generale quindi, la crisi d’ansia è una condizione in cui si hanno paure molto forti ed intense. Nonostante il diverso grado di intensità, entrambe presentano la caratteristica della perduranza e della difficoltà ad essere superate.

Molte persone che soffrono di queste crisi spesso iniziano a diminuire le attività sociali e i loro rapporti affettivi, sentendo spesso la casa come il solo luogo sicuro.

Per superare le crisi d’ansia o gli attacchi di panico spesso si ricorre solamente a rimedi di tipo farmacologico, sicuramente fondamentali in molti casi per circoscrivere il problema e a controllarne le manifestazioni, ma altrettanto inutili a risolvere definitivamente i veri motivi per cui crisi e attacchi prendono il sopravvento su noi stessi.

Quello che ci si pone come obiettivo in una psicoterapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale è identificare i modelli o schemi cognitivi irrazionali o inadeguati che producono reazioni fisiche eccessive rispetto all’evento oggettivo: una volta esplorate e identificate quelle distorsioni automatiche e disfunzionali della realtà, rimane lo spazio per regole e schemi più funzionali con cui costruire le proprie esperienze personali.