DISTURBI ALIMENTARI E COVID-19

By: | Tags: | Commenti: 0 | 27 Marzo, 2020

GLI EFFETTI PSICOLOGICI DELLA QUARANTENA: MENTE E CORPO A DURA PROVA.

Si parla ormai da più di un mese dell’emergenza COVID 19 e, soprattutto per i Lombardi, siamo già alla 5a settimana di stravolgimento dei propri ritmi quotidiani (bambini a casa da scuola, genitori e nonni che li devono gestire, smart working, cassa integrazione o liberi professionisti allo sbaraglio, …. per i più “fortunati” che non si trovano a dover lottare contro la malattia, siano essi operatori sanitari o pazienti).  

Il blocco del contatto personale associato alle continue notizie dei media sui rischi associati all’epidemia di COVID-19 costituisce un potenziale rischio per la salute mentale. I fattori di stress correlati alla quarantena includono paura di infezione, frustrazione, noia, forniture e informazioni inadeguate, perdite finanziarie e stigmatizzazione.

Da molteplici fonti, più o meno attendibili, arrivano consigli e delucidazioni su come reinventarsi le giornate, superare la noia, riscoprire hobby piacevoli e tutto ciò per cui non si trovava più il tempo.

Rimane però una fetta di persone che si trovano in uno stato di disagio emotivo pre-esistente alla situazione che vede coinvolto il territorio nazionale e non solo: penso ai disabili e ai malati psichiatrici che non possono più accedere ai centri diurni, agli anziani residenti in casa di riposo che vedono cancellate le visite di parenti con conseguente maggior disorientamento cognitivo ed emotivo, alle donne vittime di violenza domestica (costrette a soccombere a 360° al loro aguzzino con il RESTOACASA forzato) e a tutti coloro che stavano combattendo la loro battaglia personale contro una sofferenza psicologica.

Oggi voglio soffermarmi su tutti quelli che non hanno un rapporto sereno con il cibo e con il proprio corpo.

Le persone che soffrono di disturbi dell’alimentazione hanno un alto rischio di ricaduta o peggioramento della gravità del loro disturbo, sia per la paura di infezione e l’effetto della quarantena, sia per la carenza di adeguati trattamenti psicologici e psichiatrici che inevitabilmente sono associati ad una malattia pandemica.

Il vissuto di oggi tende ad aumentare la sensazione di non avere il controllo: ciò viene gestito, nelle persone con disturbi alimentari, con un incremento nella restrizione del cibo o altri comportamenti estremi di controllo del peso o con episodi di abbuffata.

In aggiunta, la quarantena, limita il movimento e l’attività fisica. Si può perciò arrivare ad incrementare la paura dell’aumento di peso che vede spesso un unico esito: la restrizione dietetica.

Avendo a disposizione maggiori scorte alimentari, potremmo trovarci di fronte a un trigger importante della patologia, ovvero un potente fattore scatenante: le abbuffate. Non sempre poi le dinamiche familiari sono tali da agevolare la situazione; anzi si possono innescare ulteriori difficoltà interpersonali. 

L’isolamento a casa in questo preciso momento storico significa anche isolamento sociale, che è esattamente ciò contro cui stavano combattendo le persone con disturbi alimentari prima dell’emergenza. I consigli che valgono per tutti, allo scopo di vincere la noia e distrarsi anche grazie ai social, rimandano continuamente a ricette fit da provare, a esercizi bruciagrassi, all’idea che ingrassare=pericolo. Il cibo da sempre, all’interno di questa cornice, è l’unico pronto a consolare e spegnere la noia, la tristezza o la rabbia. Cerchare di ignorarlo significa sottoporsi all’ennesima lotta di controllo mentale, tra mangio e non mangio. Si cerca di resistere. Non si vedono alternativePerché esiste la paura.

L’incremento di ruminazione, preoccupazione e ansia innescate dalla pandemia COVID-19 che è comune a tutti noi e assolutamente comprensibile, può accentuare altre sintomatologie presenti nelle persone con disturbi dell’alimentazione, quali ad esempio, depressione, ossessioni e compulsioni, uso di sostanze.

Non cedete alla tentazione di iniziare un nuovo regime alimentare solo perché avete tempo: il disturbo del comportamento alimentare è un pendolo che oscilla tra la restrizione e la perdita di controllo.

Un cambio improvviso di abitudini, sportive e alimentari, può essere spaventoso e destabilizzante e far ripiombare in vecchie spirali auto-distruttive.

Cucinate cibo che abbia un buon sapore e che vi faccia stare bene. Quando riabbraccerete i vostri cari a loro non importerà nulla se siete ingrassati. Se quest’estate riusciremo a vedere il mare nessuno si preoccuperà del vostro aspetto in costume. Quando tutto questo sarà alle nostre spalle non vorremo ricordarcelo come il periodo in cui la nostra preoccupazione maggiore era il peso.

Importantissimo risulta chiedere aiuto: se pensate di non poterne parlare con nessuno perchè provate un dolore vero ma non vi sembra degno, alla luce delle numerose tragedie che stanno capitando in diretta, vi sbagliate di grosso. E’ un’emergenza dentro all’emergenza. E prendervi cura di voi stesse in primis rimane e rimarrà sempre anche una forma di tutela degli altri. Lo dovete a voi e lo dovete agli altri.

Non ci sono soluzioni facili, ma fattibili: è possibile proseguire i trattamenti psicologici ambulatoriali utilizzando la tecnologia online con alcuni adattamenti. Inoltre, alcuni centri clinici hanno già implementato servizi ambulatoriali virtuali intensivi.