Bambini in terapia

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BAMBINI IN TERAPIA

Spesso i bambini e gli adolescenti possono vivere delle difficoltà con le proprie emozioni o nel comportamento, o si trovano costretti ad affrontare alcuni eventi stressanti o traumatici al pari degli adulti (come la perdita di una figura significativa, la separazione dei genitori, un cambiamento importante).

In età evolutiva tuttavia, la personalità del minore è in formazione; risulta pertanto ancora più significativo intervenire per fornire al minore strategie di risoluzione dei problemi, consentendogli di acquisire l’abilità di affrontarli e non solo di reagire ad essi. 

La condivisione di sentimenti, emozioni e i tentativi di risoluzione dei problemi, per i bambini, passa attraverso il gioco, il disegno, il costruire e “fare finta di”, oltre che tramite la parola. Risulta pertanto fondamentale utilizzare questo loro linguaggio. Attraverso il gioco terapeutico, infatti, i bambini possono scoprire importanti cose su loro stessi, farsi carico delle proprie sofferenze trovando nuovi modi di espressione delle stesse nel loro comportamento quotidiano, comprendere il loro valore e incrementare il proprio livello di autostima.

Ogni bambino e ogni adolescente che incontriamo ha la sua storia e il suo mondo da raccontare: lavorare con ciascuno è sempre un privilegio.

In quanto neuropsicologa, non ho potuto fare a meno di notare la grande attenzione che è stata data ad alcune patologie dell’età evolutiva, quali i disturbi dell’apprendimento, anche grazie a un lungo percorso legislativo che ha portato all’approvazione in Senato nel 2010 della legge 170. Lavorando in ambito pubblico, conosco la grande difficoltà dei servizi territoriali di fornire aiuto al di là della diagnosi. Spesso vengono forniti interventi di riabilitazione logopedica utili nella fascia di bambini appartenenti alla scuola primaria. E poi? Quanto le famiglie sono realmente a conoscenza delle misure dispensative e sanno utilizzare correttamente gli strumenti compensativi di cui hanno diritto? Mi son così dedicata a questo ambito molto delicato per formare i genitori e “attrezzare” i ragazzi a sviluppare adeguate strategie di studio, sviluppando un metodo autonomo che si avvalga dell’utilizzo di pc e software riabilitativi che tanto catturano la loro attenzione, senza trascurarne i risvolti emotivi.

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