EMDR

TERAPIA E.M.D.R.

Che cosa è?

L’EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Rielaborazione tramite Movimenti Oculari), è un approccio psicoterapeutico complesso e strutturato volto al trattamento delle esperienze di vita disturbanti e traumatiche.

Più nello specifico, considera la patologia come un’informazione immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull’ipotesi che ci sia una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico. Quando avviene un evento ”traumatico”, infatti, verrebbe disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio necessario per l’elaborazione dell’informazione che rimane perciò “congelata” e non elaborata, dando origine a patologie e disturbi psicologici.

Come funziona e quali sono gli obiettivi terapeutici?

In condizioni normali, le informazioni legate alle diverse situazioni quotidiane vengono elaborate fino a raggiungere uno stato omostatico o adattivo. In condizioni di stress traumatico, invece, può accadere che questo meccanismo naturale di auto-guarigione si blocchi, impedendo la naturale elaborazione del trauma. In questo caso, le informazioni relative all’evento stressante non si integrano con il resto delle esperienze, ma rimangono “intrappolate” nel cervello con le relative percezioni dei cinque sensi (immagini, suoni, odori, sensazioni tattili, sapori), dei pensieri (ad es., “muoio”, “sono in pericolo”, “sono inerme”), delle emozioni (paura, terrore, disgusto, ecc.) e delle sensazioni corporee (ad es., tremori, formicolii, sensazioni di calore o di freddo) che sono state vissute al momento dell’evento. Tutto ciò rimane bloccato (congelato) nella mente e nel corpo e, così, l’esperienza traumatica non può essere elaborata e integrata nella propria storia di vita, generando numerosi sintomi e creando molto disagio e spesso profonda sofferenza.

L’EMDR riattiva, attraverso una stimolazione bilaterale, il sistema innato di rielaborazione delle informazioni, bloccatosi nel momento dell’impatto emotivo di un evento traumatico, al fine di far elaborare il trauma psicologico e ridurre la sofferenza legata alle esperienze non elaborate che stanno alla base dei disturbi psicologici attuali della persona.

“Quanto devo essere infelice per decidermi di fare qualcosa a riguardo?”

Se riconosciamo che il problema è dentro noi, capiamo che ci accompagna ovunque.

E’ questo il primo passo da compiere per provare ad affrontarlo. Francine Shapiro

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