Età anziana

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ETÀ ANZIANA

Dott.ssa Maristella Bersani

Le esigenze esplicitate per adulti, sia nell’ambito delle terapie individuali sia in quelle di coppia, assumono maggior pregnanza in età avanzata, dove la sensazione che ci sia meno tempo per cambiar le cose è maggiore e dove i sentimenti ed emozioni sono massimizzati. Per tale motivo, risulta fondamentale l’intervento precoce verso i primi campanelli d’allarme perchè fare qualcosa è possibile, sempre, e a qualunque età.

Tuttavia in questa particolare fase del ciclo di vita c’è una tematica che coinvolge i soggetti in età anziana a cui andrebbe dato maggior spazio di espressione: le demenze senili.

Esse sono malattie neurodegenerative croniche, pertanto hanno carattere ingravescente e progressivo. Non è purtroppo possibile arrestarne l’evoluzione, sebbene le scoperte scientifiche e i trattamenti farmacologici di ultima generazione abbiano contribuito, nel loro piccolo, a portare dei vantaggi e benefici agli stessi pazienti. Anche dal punto di vista cognitivo e psicologico è possibile fare qualcosa per preservare il più possibile le abilità residue, potenziandole.

A questo scopo, sono stati ideati interventi di stimolazione cognitiva.

Occorre tuttavia ricordare che chi soffre non è solo colui che è affetto da tale sindrome: i familiari spesso, oltre al dolore della malattia in sé che ha colpito un proprio caro, si sentono soli, abbandonati e non sanno come muoversi. Tramite servizi ed attività interamente dedicati alla figura del caregiver e di chi si prende stabilmente cura di un malato di demenza e/o altre patologie fortemente invalidanti è possibile informarli, formarli e sostenerli emotivamente.

La necessità è quella di informazioni sulle risorse del territorio in termini di offerta dei servizi e di soggetti operanti nel settore e sugli aspetti giuridici e previdenziali conseguenti alla malattia e formazione alla gestione del congiunto. In secondo luogo, i familiari hanno bisogno di essere accompagnati durante lo sviluppo della demenza nelle sue diverse fasi facendo riferimento a qualcuno che indichi loro il modo di rapportarsi al malato.

A tal fine, potranno rivelarsi utili sedute di counselling individuale e/o familiare gruppi di sostegno e mutuo aiuto, in cui potersi confrontare, sostenere e condividere le stesse esperienze e soluzioni.

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