Come il calcio unisce gli italiani, nonostante le difficoltà del momento

QUANDO LA MAGLIA AZZURRA UNISCE L’ITALIA: COSA SCATENA UNA FINALE NEGLI ANIMI DEI TIFOSI

By: | Tags: | Commenti: 0 | Luglio 12th, 2021

QUANDO LA MAGLIA AZZURRA UNISCE L’ITALIA: COSA SCATENA UNA FINALE NEGLI ANIMI DEI TIFOSI

Mattina pre-finale degli Europei contro l’Inghilterra e riflessioni sul blog del lunedì mattina: immediatamente non posso che correre con la mente a pensare a quello che succederà stasera e all’atmosfera che respiro intorno a me da ormai ben prima della semifinale. Quell’emozione che pervade tutte le estati da quando ero bambina in cui l’Italia, per Europei o Mondiali, entra in campo. Ma sento che in questo 2021 c’è qualcosa in più! Un senso di rivalsa, un bisogno di tornare alla normalità e alle cose leggere, se leggere possiamo definirle. Già perché il gioco del calcio per chi ogni mattina ha una famiglia da mandare avanti, un lavoro impegnativo, delle beghe da risolvere, degli stress da sopportare, o peggio problemi di salute, non rientra tra le cose importanti. Eppure già so che questa sera tutti i grandi e giganteschi problemi che affliggono le nostre quotidianità spariranno, ci sarà un unico colore che unirà l’Italia intera. La maglia azzurra al di là di ogni territorialismo o leggendaria rivalità tra le squadre del nostro campionato.

PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE IL CALCIO PER GLI ITALIANI, SOPRATTUTTO ORA CHE ABBIAMO DELLE PRIORITA’ SANITARIE, ECONOMICHE E POLITICHE?

La storia e la sociologia del calcio ci insegnano che il gioco è da sempre connesso al sacro, al culto, al rito, al rapporto coi morti, alla magia, al mistero, al sapere, alla filosofia, alla guerra, al conflitto, alla festa.  Come tale, il calcio può essere considerato  un “fatto sociale totale” e non un semplice svago. Una sorta di catarsi, o come direbbe Freud, una passione che come tale va sfogata. Un mezzo per purificarci (dalle nostre difficoltà e pensieri) ed elevare la nostra anima.

PERCHE’ APPARTENERE A UN’UNICA SQUADRA ALIMENTA LE EMOZIONI, PIU’ CHE FRAMMENTARCI TRA TIFOSERIE?

La nostra identità sociale, dunque possedere la consapevolezza di chi siamo, è strettamente connessa alla nostra appartenenza a gruppi. Questo comporta l’assorbimento in noi stessi di una serie di valori, virtù e prestigi del gruppo di cui facciamo parte. In maniera quasi simbiotica ciò che succede alla squadra succede a me. Se la squadra vince, io vinco. Se la squadra perde, io mi ritrovo a dover affrontare la dinamica del dolore, come se fosse stato inferto direttamente a me. Sappiamo già dagli studi di Allport negli anni ’80 che esistono dei meccanismi psicologici sociali che differiscono notevolmente da quelli individuali. Ogni persona cioè in gruppo reagisce e pensa in modo diverso da come farebbe trovandosi da solo.

Ecco che allora un grande IN GROUP (Italia) costituito da un elevato numero di tifosi italiani, assume proporzioni enormi rispetto ai mini in-group (Juventus, Inter, Milan, …) amplificando senso di appartenenza, coesione, unità e omogeneizzando i valori. La rivalità è insita nella costituzione dell’ OUT GROUP (Inghilterra), che sarà additato (a prescindere dal comportamento) di una serie di giudizi ed etichette negative.

Non ci resta che condividere insieme allora gioie e dolori questa sera e nel momento in cui leggerete questo articolo gestirne le conseguenze (incrociamo le dita). Questa sera tu indosserai la maglia azzurra e sai già di quali emozioni proverai? se vuoi dire la tua su argomenti di questi tipo puoi leggere il mio blog, oppure interagire con me sulle pagine social, Facebook e Instagram.

Enjoy

 

 

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