vincere le abbuffate, regolando le emozioni senza cibo

VINCERE LE ABBUFFATE: IMPARARE A CONTROLLARE LE EMOZIONI SENZA IL CIBO

By: | Tags: , , , , , , , | Commenti: 0 | Ottobre 4th, 2021

VINCERE LE ABBUFFATE: IMPARARE A CONTROLLARE LE EMOZIONI SENZA IL CIBO

Spesso desideriamo metterci a dieta, vogliamo perder qualche chiletto per sentirci meglio, ma poi capita che la rinuncia al cibo si trasformi in intenso desiderio di mangiare. Il cibo così riesce a consolarci, calmarci e darci sollievo, fino a che succede di faticare a smettere e cominciano le abbuffate. Diventa allora importante saperle riconoscere, individuarne le conseguenze pericolose, per poi instaurare un nuovo rapporto con il cibo, come fonte di nutrimento fisico e non solo emotivo, arrivando anche ad affrontare la difficile relazione con se stessi ed il proprio corpo.

RICONOSCERE LE ABBUFFATE

La maggior parte delle abbuffate è composta da cibi che si cercano di evitare a tutti i costi. Tra i segni più evidenti troviamo:

  • SENSAZIONI: mentre mangiamo e ci riempiamo la pancia, focalizziamoci sulla vasta gamma di emozioni che possiamo provare, dalla piacevolezza al disgusto;
  • VELOCITA’ DI ASSUNZIONE DEL CIBO: spesso è esagerata, avviene in modo meccanico, senza una masticazione;
  • AGITAZIONE: durante l’abbuffata stessa, spessa consumata in piedi, camminando avanti e indietro;
  • SENSAZIONE DI ALTERAZIONE DELLA COSCIENZA: come in una sorta di trance;
  • SEGRETEZZA: perchè si desidera che nessuno ne venga a conoscenza;
  • PERDITA DEL CONTROLLO: sintomo più forte sperimentato.

INDIVIDUARE I FATTORI DI RISCHIO CHE PREPARANO IL TERRENO ALLE ABBUFFATE SUCCESSIVE

Una serie di fattori, anche concomitanti, possono facilitare la messa in atto di tali comportamenti disfunzionali; ecco perchè risulta fondamentale riconoscerli su di sé e provare a modificare questi ultimi prima di imporsi semplicemente di non abbuffarsi:

  • DIGIUNARE E SPERIMENTARE FAME
  • ASSUMERE ALCOLICI
  • PROVARE EMOZIONI NEGATIVE
  • TEMPO NON STRUTTURATO E RPIVO DI ROUTINE
  • SOLITUDINE
  • SENTIRSI GRASSI E/O PRENDERE PESO
  • TENSIONE PREMESTRUALE

RICONOSCERE LE CONSEGUENZE EMOTIVE-PSICOLOGICHE E FISICHE DELLE ABBUFFATE

Il cervello, influenzato spesso dal ridotto apporto di cibo, può compromettere il pensiero, rendendolo poco flessibile, causare scarsa concentrazione e tendenza alla procrastinazione. Spesso l‘umore si abbassa, con incremento di rabbia e irritazione, per la paura di non riuscire a controllare il corpo e il suo peso. Spesso si iniziano ad assumere comportamenti ossessivi e rigidi.

Da un punto di vista fisico, il vomito autoindotto, l’abuso di lassativi/diuretici (che peraltro sono inefficaci perchè permettono di recuperare solo la metà delle calorie consumate) si accompagnano spesso all’utilizzo di pillole dimagranti, all’esercizio fisico estremo, al controllo dell’introito di liquidi: tutte modalità assolutamente danneggianti per la salute fisica  (sensazione intensa e dolorosa di stomaco pieno, sentirsi senza fiato,  danni allo smalto dei denti e all’esofago, insieme allo squilibrio elettrolitico, danni osteo-articolari, muscolari, ai capelli, …)

Spesso questo circolo vizioso, porta a una maggiore centratura su di sé/introspezione che causa una riduzione delle funzioni sociali.

QUALI STRATEGIE PER NON USARE IL CIBO COME CONSOLAZIONE?

1.Automonitorarsi: se rivedi in te una delle modalità disfunzionali descritte o riconosci segni/sintomi sul tuo corpo e sul tuo umore, allora sai dove partire per rompere questo circolo vizioso;

2.Programmare le pesate settimanalmente, perchè non ha senso farlo ogni giorno;

3.Mangiare in modo regolare: introdurre un regime alimentare regolare, di 5 pasti, pianificati con anticipo (senza seguire l’impulso della fame), interrompere il vomito autoindotto e l’abuso di lassativi e diuretici;

4.Durante i pasti, concentratevi su ciò che state facendo, limitando la disponibilità di cibo;

5.Limitate le scorte di cibo in casa;

6.Pianificare attività alternative alle abbuffate, che siano piacevoli e realistiche;

7.Imparare a fare del problem solving;

8.migliorate il rapporto col vostro corpo: esercitatevi a dare “giudizi”su voi stessi anche tramite valori che reputate importanti nel valutare le altre persone e non solo per il vostro peso o la forma del corpo.

Chiaramente, queste son delle modalità attraverso cui riconoscere se si è una situazione di gravità clinica e, in caso affermativo, risulta fondamentale rivolgersi ad un professionista che possa mettere in atto tecniche terapeutiche appropriate al caso. La consapevolezza come prima forma di cura di sé.

Per qualsiasi dubbio o richiesta, contattami qui.

 

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